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Perché il tuo sito è lento, e quanto ti sta costando

Fra 1 e 10 secondi di caricamento, la probabilità che il visitatore se ne vada più che raddoppia. E tu sei l'unico che non lo vede succedere.

di Francesco Caruccio · · 5 min di lettura

C’è un test crudele che puoi fare adesso: apri il tuo sito dal telefono, con la rete mobile, non con il wifi dell’ufficio. Conta i secondi a voce. Uno. Due. Tre.

Se a «tre» stai ancora guardando una pagina bianca, questo articolo parla di te. E la parte peggiore non è l’attesa: è che tu il tuo sito lo apri col wifi, dalla scrivania, magari con la pagina già in memoria. Il tuo cliente no. Tu il problema non lo vedi. Lui sì, ed è l’unico dei due che conta.

Quanto costa, con i numeri di chi li ha misurati

La lentezza non è un fastidio estetico: è una percentuale di clienti che se ne va. Ed è stata misurata.

Cosa è stato misuratoEffettoChi lo ha misurato
caricamento da 1 a 10 secondi+123% di probabilità di abbandonoGoogle, su 11 milioni di pagine mobile
0,1 secondi guadagnati+8,4% di conversioni nella vendita al dettaglio, +10,1% nei viaggiDeloitte, 2020

Il primo numero viene dall’analisi Google su 11 milioni di pagine mobile in 213 paesi (fonte in fondo): al crescere del tempo di caricamento, la probabilità che il visitatore abbandoni prima di vedere la pagina più che raddoppia.

Il secondo, dallo studio Deloitte «Milliseconds Make Millions»: non serve nemmeno passare da lento a veloce per vedere l’effetto. Basta un decimo di secondo.

Leggi la stessa cifra al contrario ed è ancora più chiara: ogni decimo di secondo in più ti sta togliendo una fetta misurabile di clienti che erano già arrivati da te, avevano già cercato, avevano già cliccato. Il lavoro difficile era fatto. Li hai persi sull’ultimo metro.

Dal 2021, la lentezza si paga due volte

Fino a qualche anno fa un sito lento perdeva solo i visitatori arrivati. Dal 2021 perde anche quelli che non arriveranno: Google ha inserito ufficialmente l’esperienza di caricamento fra i segnali con cui ordina i risultati di ricerca, misurandola con tre metriche chiamate Core Web Vitals.

I nomi sono tecnici, le domande a cui rispondono no:

MetricaLa domanda a cui rispondeSoglia «buona» di Google
LCPQuanto ci mette la pagina a mostrarsi?entro 2,5 secondi
INPQuanto ci mette a reagire quando tocchi qualcosa?entro 0,2 secondi
CLSQuanto «balla» il contenuto mentre carica?quasi per niente (0,1)

A parità di contenuti, fra due siti Google tende a preferire quello che tratta meglio chi lo visita. La velocità è il modo più misurabile di trattarlo bene.

Le cinque cause, in ordine di frequenza

Nella quasi totalità dei siti lenti che ci capita di analizzare, il colpevole è almeno uno di questi cinque. Spesso tre insieme.

1. Le immagini caricate come escono dal telefono. Una foto da 4 megabyte dove ne servirebbero 80 kilobyte: da sola può valere più di tutto il resto messo insieme. È anche la causa più facile da sistemare.

2. Il tema preconfezionato che fa tutto. Molti siti nascono da temi pronti pensati per adattarsi a qualunque attività: dentro c’è il codice per il ristorante, la palestra, l’immobiliare e il negozio. Il tuo sito ne usa un decimo, ma il visitatore scarica tutto.

3. I plugin accumulati negli anni. Ognuno aggiunge il suo carico su ogni pagina, anche quando non serve. Dodici plugin sono dodici code alla cassa prima che la pagina si mostri.

4. L’hosting da pochi euro. Se il server condiviso impiega un secondo a rispondere, la pagina parte con un secondo di ritardo prima ancora di cominciare a caricarsi. I clienti persi in un giorno si mangiano il risparmio di un anno.

5. Gli script di terze parti. Mappe, caroselli, chat, tracciamenti, caratteri caricati da fuori: ogni servizio esterno aggiunto «tanto è gratis» è una telefonata in più da completare prima che la pagina sia pronta.

Il filo comune: nessuna di queste cinque cause è colpa tua. Sono tutte scelte di costruzione, fatte da chi il sito lo ha montato. E infatti la difesa non è tecnica: è contrattuale.

Misuralo adesso: un minuto, gratis

Lo strumento è di Google e si chiama PageSpeed Insights: incolli l’indirizzo, aspetti qualche secondo, leggi il punteggio.

Due sole avvertenze per leggerlo onestamente:

  • Guarda la scheda Mobile, non quella Desktop. Il punteggio desktop è quasi sempre più alto ed è quasi sempre irrilevante: i tuoi clienti sono sul telefono.
  • Fallo anche sui siti dei tuoi concorrenti, e su quelli nel portfolio di chiunque ti stia proponendo un sito. Trenta secondi a sito, e scopri più cose che in un’ora di presentazione.

Da 90 in su per Google è «buono». I siti LAMPO3 vengono consegnati a 100, e puoi verificarlo con lo stesso strumento, sito per sito.

La domanda che risolve tutto prima

Se il sito ce l’hai già e il punteggio ti ha fatto male, ora sai da dove cominciare: immagini, tema, plugin, hosting, script, in quest’ordine.

Se il sito lo devi ancora fare, sei nella posizione migliore possibile: la velocità si pretende alla consegna, scritta nella proposta come un punteggio preciso, non comprata dopo come riparazione. È la domanda numero 5 delle dieci da fare prima di firmare, e il suo costo è già dentro un prezzo fatto bene: chi costruisce veloce dall’inizio non spende di più, spende meglio.

Un sito lento e un sito veloce costano le stesse ore di lavoro. La differenza è solo dove finiscono: nel codice che il visitatore scarica, o nella cura con cui qualcuno ha deciso che non doveva scaricarlo.

Domande frequenti

+ Come faccio a sapere se il mio sito è lento?

Vai su pagespeed.web.dev, incolla l'indirizzo del tuo sito e guarda il punteggio nella scheda Mobile, non in quella Desktop. È gratuito, è lo strumento ufficiale di Google e ci mette meno di un minuto. Sopra 90 sei a posto; fra 50 e 89 stai perdendo visitatori; sotto 50 il sito ti sta costando clienti ogni giorno.

+ Qual è un buon punteggio PageSpeed?

Google considera buona la fascia da 90 a 100. Un sito consegnato oggi sotto i 90 su mobile è una scelta di chi lo ha costruito, non un limite della tecnologia: il punteggio basso nasce quasi sempre da immagini pesanti, temi gonfi e hosting inadeguato. I siti LAMPO3 vengono consegnati a 100.

+ La velocità del sito influisce sul posizionamento su Google?

Sì, ufficialmente dal 2021: i Core Web Vitals, le metriche di velocità ed esperienza di caricamento, fanno parte dei segnali che Google usa per ordinare i risultati. A parità di contenuto, il sito più veloce parte avvantaggiato. E prima ancora del posizionamento, la velocità decide quanti visitatori restano.

+ Quanto costa velocizzare un sito lento?

Da zero a più del costo di rifarlo: a volte bastano le immagini compresse, spesso il problema è strutturale (tema pesante, plugin accumulati, hosting inadeguato) e sistemarlo conviene meno che ricostruire. Per questo la velocità si pretende alla consegna, per iscritto, invece di comprarla dopo come riparazione.

Fonti

Tutte verificabili. Se leggi un numero, deve essere controllabile.

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